Nel suo ultimo video, Morrolinux ci accompagna in un viaggio tra le migliori soluzioni di archiviazione dati compatibili con S3 , il prot...
Nel suo ultimo video, Morrolinux ci accompagna in un viaggio tra le migliori soluzioni di archiviazione dati compatibili con S3, il protocollo che ormai è diventato lo standard per il backup e la conservazione dei dati a lungo termine.
Si parte con Cabbit, un servizio cloud S3 compatibile con ridondanza geografica, e si passa poi a MinIO, una soluzione open source che permette di creare un proprio sistema di archiviazione self-hosted. Entrambe le alternative offrono vantaggi notevoli, permettendo di sfruttare scalabilità, versionamento e gestione del ciclo di vita degli oggetti, sia nel cloud che in locale.
E la ciliegina sulla torta? Il video ci mostra anche i diversi modi per accedere ai dati archiviati, analizzando i pro e i contro tra l’emulazione di file system e l’accesso nativo tramite API S3.
Perché il protocollo S3 è un cambio dei giochi?
S3 si è affermato come lo standard di riferimento per l'object storage, al punto che ormai è difficile trovare un software di backup che non lo supporti. Il motivo è semplice come spiega nel video Morrolinux:
- Scalabilità estrema, fino a petabyte di dati, senza perdere un colpo.
- Versionamento automatico, che permette di tenere traccia delle modifiche senza ansie.
- Object locking, per proteggere i dati da eliminazioni accidentali o ransomware.
- Alta durabilità e disponibilità, con crittografia integrata.
- Supporto per file giganteschi, fino a 5 TB ciascuno!
Soluzioni cloud compatibili con S3? Cabbit
OK, è lo sponsor del video tuttavia Cabbit si presenta come un’alternativa affidabile ai soliti servizi di archiviazione cloud. La sua peculiarità? Una rete peer-to-peer italiana, senza singoli punti di fallimento, dove i dati vengono cifrati, frammentati e ridondati per garantire sicurezza e scalabilità.
Inoltre, Cabbit è compatibile con tantissimi software di backup, da Veeam a Synology, fino a Kopia e l’intero ecosistema S3.
MinIO: la soluzione open source per l’archiviazione self-hosted.
Se invece l’idea di gestire tutto in autonomia ti affascina, MinIO è la scelta perfetta. Si tratta di un object storage S3 compatibile che puoi installare direttamente sui tuoi server, sfruttando Docker o altre piattaforme.
Quali sono i suoi punti di forza?
- Compressione a livello di oggetto per ottimizzare lo spazio.
- Controllo errori con l’algoritmo Reed-Solomon, che lo rende più resistente rispetto ai classici RAID.
- Interfaccia web intuitiva, accessibile dal browser sulla porta 9001.
E come se non bastasse, supporta la replica tra istanze diverse (anche sullo stesso host ma con dischi separati), permettendo di ottenere ridondanza in tempo reale senza complicazioni.
Nextcloud e S3: un’accoppiata vincente.
Una delle chicche più interessanti del video riguarda l’integrazione tra Nextcloud e S3. Si può montare un bucket S3 all'interno di Nextcloud come una condivisione di rete, consentendo di accedere ai file senza che questi occupino spazio fisico sul server locale.
In pratica, tutti i vantaggi del cloud con la comodità di Nextcloud. Anche se personalmente non sono un fan di Nextcloud è cmq da rivalutare.
File system locale o accesso API? Il dilemma dell’object storage
L’object storage non è un file system tradizionale, e questo porta con sé qualche compromesso. Morrolinux esplora diverse soluzioni per accedere ai dati come se fossero su un normale disco, tra cui:
- S3FS-FUSE, comodo ma con alcune limitazioni sulle operazioni di scrittura.
- JuiceFS, che offre compatibilità POSIX completa ma sacrifica alcune caratteristiche di S3.
- Rclone Mount, la soluzione preferita dall’autore per le prestazioni elevate e la flessibilità.
Quest’ultima si distingue per la possibilità di ottimizzare il throughput e ridurre i colli di bottiglia, pur richiedendo un po’ più di configurazione rispetto alle altre.
In definitiva quale soluzione scegliere?
Il video ci lascia con una panoramica chiara sulle diverse opzioni per sfruttare l’object storage S3 in modo sicuro ed efficiente. Che si tratti di soluzioni cloud come Cabbit o self-hosted come MinIO, l’importante è valutare le proprie necessità e trovare il giusto compromesso tra costi, prestazioni e affidabilità.
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